Oggi a Roma
Il Cav. ritira l’assedio a Saccomanni ma vuole un Letta eurominaccioso
Silvio Berlusconi tace, mentre tutti gli altri intorno fanno rumore. E’ atterrato in elicottero a Milanello, al ritiro della sua squadra di calcio, si è fatto fotografare, ma dalla distanza, con il teleobiettivo, lontano dai taccuini e dalle orecchie dei giornalisti che lo attendevano in conferenza stampa per chiedergli del Milan, ma anche della politica, delle larghe intese, di Fabrizio Saccomanni, il ministro dell’Economia di cui nel Pdl alcuni chiedono le dimissioni. “Su Imu e Iva ci vorrebbero più coraggio e meno camerieri del Fondo monetario internazionale”, ha detto Maurizio Gasparri riferendosi proprio a Saccomanni, “solo così il governo potrà durare”, dice Gasparri al Foglio, “bisogna fare come con le piante, potare un po’ e permettere che la vita trionfi. Abbiamo bisogno di coraggio all’Economia, non di una palude”.
10 AGO 20

Silvio Berlusconi tace, mentre tutti gli altri intorno fanno rumore. E’ atterrato in elicottero a Milanello, al ritiro della sua squadra di calcio, si è fatto fotografare, ma dalla distanza, con il teleobiettivo, lontano dai taccuini e dalle orecchie dei giornalisti che lo attendevano in conferenza stampa per chiedergli del Milan, ma anche della politica, delle larghe intese, di Fabrizio Saccomanni, il ministro dell’Economia di cui nel Pdl alcuni chiedono le dimissioni. “Su Imu e Iva ci vorrebbero più coraggio e meno camerieri del Fondo monetario internazionale”, ha detto Maurizio Gasparri riferendosi proprio a Saccomanni, “solo così il governo potrà durare”, dice Gasparri al Foglio, “bisogna fare come con le piante, potare un po’ e permettere che la vita trionfi. Abbiamo bisogno di coraggio all’Economia, non di una palude”. Ma nel giorno in cui anche Renato Brunetta, il capogruppo alla Camera del Pdl, critica il viceministro dell’Economia Stefano Fassina (“potrebbe dimettersi e candidarsi alla segreteria del suo partito”), il Cavaliere sorride ai fotografi, tace, e alimenta i dubbi, le congetture, sul suo silenzio. Prepara una bordata contro il governo di Enrico Letta, o al contrario sta elaborando una strategia affatto diversa? Oggi ritorna a Roma, riunirà a pranzo gli uomini del suo stato maggiore, e forse sorprenderà la sua corte agitata, e i giornalisti, partecipando ai lavori del gruppo parlamentare della Camera (e poi mercoledì a quelli del Senato). Chi ha avuto modo di parlare con Berlusconi ieri lo ha descritto pensieroso, incerto: il Cavaliere sta pensando di tornare a Roma per mettere un po’ di ordine in quell’agitazione che pure nel suo partito lui ha fino a oggi di fatto autorizzato; Berlusconi bicefalo, di lotta e di governo, al riparo da occhi indiscreti ha infatti suonato tutte le note dello spartito, quelle dei cosiddetti falchi alla Daniela Santanchè e quelle dell’ala governativa rappresentata da Angelino Alfano. Ma se oggi davvero il Cavaliere parteciperà alla riunione del gruppo parlamentare di Montecitorio, alla vigilia della convocazione della cabina di regia della stranissima maggioranza prevista per domani, sarà per sopire e reindirizzare le intemperanze su un obiettivo più grosso della sola Imu. Berlusconi non è certo arrendevole sulla sua bandiera elettorale, ma coltiva l’idea di spronare Letta a fare di più in Europa (stasera comincia anche l’Ecofin). Il capo del Pdl pensa che sia necessario ottenere maggiore possibilità di spesa per l’Italia anche attraverso la minaccia – soltanto la minaccia – di un ritorno alla lira, crede che Letta debba sbattere questa minaccia sul tavolo dei negoziati europei. E d’altra parte il ministro Saccomanni, legato com’è al presidente della Bce Mario Draghi, è diventato un bersaglio anche perché nella figura del ministro è individuato l’argine, il guardiano del patto di stabilità, del vincolo di bilancio che inchioda il rapporto deficit/pil alla soglia (“suicida”, secondo il Cavaliere) del 3 per cento. Ma Berlusconi non intende aprire una crisi, né mettere in difficoltà l’esecutivo delle larghe intese, come dice anche l’ex ministro Paolo Romani: “Questo è un governo ascoltato in Europa. Noi dobbiamo soltanto aiutare Letta a fare la cosa giusta per il bene dell’Italia”. E la cosa giusta è ricontrattare la capacità di spesa pubblica per rilanciare l’economia.
Piano piano con la nuova Forza Italia
E dunque, pur nel marasma pre-vacanziero che agita i Palazzi del potere romano, da Arcore spira un vento di tregua, rassicurante. Nel Castello si mormora che la strategia del silenzio sia stata consigliata al Cavaliere anche dall’avvocato Franco Coppi, lo stesso che aveva chiesto al Cavaliere di non partecipare la settimana scorsa alla manifestazione dell’Esercito di Silvio, organizzata davanti al cortile di Villa San Martino, tra striscioni e cartelli non precisamente garbati con la procura di Milano. Ma se il Cavaliere tace è anche perché non ha molto da dire in favore di telecamera. Vuole tenersi lontano dal tramestio esagitato, e nei suoi ultimi colloqui privati ha pure manifestato l’intenzione di rallentare un po’ nella costituzione della nuova Forza Italia. Tutto rimane sospeso, in surplace, ma oggi di fronte al suo gruppo parlamentare riunito a Montecitorio Berlusconi potrebbe inaugurare la nuova strategia di sostegno al governo, un sostegno non passivo, come dice Sandro Bondi, perché “il criterio del 3 per cento va superato. Se gli uomini di governo italiani ed europei fossero seri, dotati di coscienza storica, saprebbero che tutto il resto, per quanto lodevole, è perfettamente inutile. Se non sforiamo il rapporto deficit/pil, questa crisi finirà in tragedia”.
Piano piano con la nuova Forza Italia
E dunque, pur nel marasma pre-vacanziero che agita i Palazzi del potere romano, da Arcore spira un vento di tregua, rassicurante. Nel Castello si mormora che la strategia del silenzio sia stata consigliata al Cavaliere anche dall’avvocato Franco Coppi, lo stesso che aveva chiesto al Cavaliere di non partecipare la settimana scorsa alla manifestazione dell’Esercito di Silvio, organizzata davanti al cortile di Villa San Martino, tra striscioni e cartelli non precisamente garbati con la procura di Milano. Ma se il Cavaliere tace è anche perché non ha molto da dire in favore di telecamera. Vuole tenersi lontano dal tramestio esagitato, e nei suoi ultimi colloqui privati ha pure manifestato l’intenzione di rallentare un po’ nella costituzione della nuova Forza Italia. Tutto rimane sospeso, in surplace, ma oggi di fronte al suo gruppo parlamentare riunito a Montecitorio Berlusconi potrebbe inaugurare la nuova strategia di sostegno al governo, un sostegno non passivo, come dice Sandro Bondi, perché “il criterio del 3 per cento va superato. Se gli uomini di governo italiani ed europei fossero seri, dotati di coscienza storica, saprebbero che tutto il resto, per quanto lodevole, è perfettamente inutile. Se non sforiamo il rapporto deficit/pil, questa crisi finirà in tragedia”.